PERCHÉ UN CONVENTO A TOMBETTA
I Carmelitani, ancora oggi, a
Verona hanno un convento fondato nel 1664, in Vicolo Scalzi 13. Subiva, come
tutte le Case Religiose, le vicissitudini di regimi atei e massonici. Così nel
1810 veniva soppresso e per più della metà ridotto in pubblico carcere
criminale. Nel 1880 lo si volle ridotto a carcere come tutto il resto. Si pensò
allora di fondare un nuovo convento. Tra i vari progetti fu scelto quello di S.
Nazaro in città, vicino a Porta Vescovo. Si acquistò il terreno ed erano per
iniziare i lavori di costruzione. Ma non se ne fece nulla per questioni di
vicinanza con la Parrocchia.
Dopo 20 anni
il Capitolo Provinciale del 1900 se ne volle interessare definitivamente e si
indicò un altro luogo per la fondazione. Il luogo stabilito, dopo varie
ricerche, fu fuori Porta Nuova nei pressi di Tombetta. Lì si comprò uno
spazioso terreno dal sig. Ferrante di Tombetta, costato 42.000 lire.
Quando la
Sig.ra Busti di Verona seppe della nuova fondazione in Tombetta, lei,
proprietaria di un terreno attiguo a quello acquistato per la nuova fondazione,
disse che volentieri avrebbe ceduto il suo terreno gratuitamente purché vi si
erigessero un Convento e una Chiesa. La generosa offerta venne subito accolta,
e dopo otto anni fu alienato il precedente terreno con un ricavato discreto.
Erezione
della Chiesa e del Convento
29
luglio 1901: posa della ‘prima pietra’ della Chiesa, con grande
solennità, con l’intervento di Sua EM. il Cardinale Bacilieri, Vescovo di
Verona, essendo Provinciale della Provincia Veneta dei Carmelitani Scalzi il
R.P. Paolino del SS. Sacramento.
La pianta del
Convento e della Chiesa veniva tracciata dall’Ing. Codognola, a cui succedeva a
breve l’Ing. Rebonato, che condusse a
termine i lavori. La parte muraria e di scalpellino venne affidata interamente
all’imprenditore Guglielmo Bodini di Tombetta. La parte di falegnameria veniva
affidata al Fratello Fr. Mario di S. Maria, carmelitano, che tenne la
sorveglianza e diresse i lavori. E suo fu tutto il lavoro del Coro in noce
tirato a lucido. I fabbri furono Ongaro di Tombetta e Pase di Verona. L’unica
opera d’arte: un dipinto della S. Famiglia nell’abside dell’Altar maggiore del
pittore veronese Bevilacqua. Di bello e finito solo il lavoro della facciata.
15
gennaio 1905: benedizione, inaugurazione e dedicazione della Chiesa
alla Sacra Famiglia. Preceduta da una solenne Missione predicata da P. Lorenzo
del S. Cuore di Maria e da P. Giacomo di S. Giuseppe, coll’intervento
nell’ultimo giorno del Vescovo di Verona il Cardinale Bacilieri, essendo
Provinciale il R.P. Giuseppe di S. Teresa.
12
febbraio 1905. Fu primo Vicario della nuova casa il P. Giacinto della
Purificazione, cui succedeva il P. Amedeo del S. Cuore di Maria, che fu poi il
primo Priore, quando veniva canonicamente costituita la prima comunità dei
Padri Carmelitani Scalzi della Provincia Veneta a Tombetta in convento formale
con annesso Collegio di Filosofia.
Consacrazione della Basilica: 7 aprile 1938
Giocondissima
novità che coronò le feste dell’anno 1938: l’erezione del Santuario al
titolo di Basilica Minore, e la sua consacrazione.
La fama del
nostro Santuario e della pietà che da esso si irradia aveva facilmente varcato
i confini della Diocesi e dell’Italia Settentrionale, per giungere in breve
fino a Roma, e salire al cuore del Padre comune, il Papa di S. Teresa, e
commuoverlo. Teresa, la “Stella del suo Pontificato”, come si compiace
chiamarla il S. Padre, teneva preparata per Lui una nuova rosa: il conforto di
circondarle la fonte già gloriosa con una nuova aureola di gloria, che la trova
così da vicino: l’erezione del suo Santuario, primo ed unico finora in Italia,
a Basilica Minore. Questa “rosa” caduta sul cuore e dal cuore del Venerando
Vegliardo del Vaticano, ha voluto sfogliarsi in trionfo del nostro Santuario:
da oggi, 26 Aprile 1938, la “Casa di Teresa a Tombetta” non sarà più semplice
Santuario, ma si chiamerà Basilica-Santuario.
Per l’occasione si procedette
alla sua consacrazione, che avvenne il giorno 7 Aprile 1938, e fu
solennemente compiuta da S. Ecc. Mons. Giovanni Jeremich, Vescovo Ausiliare del
Patriarca di Venezia, circondato e coadiuvato nelle funzioni solennissime
sempre dai Padri del Santuario, ed assistito da tutti gli Studenti Carmelitani
della Provincia Veneta, venuti appositamente dai Conventi di Venezia e Treviso.