(Tutte le notizie riportate sono registrate
nella rivista fondata da P. Angelo Meneghini nel 1928 dal titolo: “Santa Teresa
del Bambino Gesù e la sua pioggia di rose”).
Premessa storica:
L’Impero in Africa Orientale
Lo scopo dichiarato: la politica
demografica, che aveva portato gli italiani dai 38 milioni del 1921 ai 44
milioni del 1939, indusse alla Guerra
d’Etiopia svoltasi fra il 1935 e il 1936. Lo scopo: “Trovare un posto al
sole” per i disoccupati. Mussolini conquistò l’Etiopia e proclamò trionfalmente
la trasformazione del Regno d’Italia in Impero).
La grande guerra:
Il 10 giugno 1940 davanti a una
folla entusiasta in Piazza Venezia – Roma – il Duce annuncia, anche via radio,
a tutta la popolazione italiana che era giunta “l’ora fatale”: l’Italia entrava
in guerra accanto alla Germania. Dopo la Guerra civile, che vide italiani
massacrare altri italiani, ecco il 25 aprile 1945: giorno della liberazione.
Dicembre
1935
“La piccola sorella delle trincee”
«Nell’Africa Nera la nostra balda
gioventù marcia alla conquista di nuove e indispensabili grandezze per la
nostra bella patria. Le spose e le madri dei valorosi soldati sono ansiose. A
queste anime che vivono in trepidazione noi additiamo un conforto di speranza
piena, sicura: la Santa della Rose. S. Teresa del B. G. si può chiamare, per
una lunga esperienza di guerra, l’ultima mondiale: la Santa dei Sodati. E i
soldati la chiamavano infatti la loro piccola
sorella delle trincee. Anche allora, e più assai allora, nel 1914, lo scoppio
improvviso della guerra mondiale, aveva gettato nel cuore di tante povere
mamme, di tante spose la più terribile angoscia. La Patria nostra, tutte le
altre Patrie d’Europa, nel breve corso di pochi mesi avevano chiamato tutti i
loro figli alla difesa di diritti minacciati o conculcati; e mentre la
mobilitazione generale inquadrava verso il fronte le giovani vite, a quelle
altre vite, vecchi e giovani che rimanevano, non si presentò nessun conforto
più vero e più sentito che volgere gli occhi a Lisieux dove i fulgori di una
santità nuova e recente avevano incominciato ad irradiare tutt’intorno, e nella
Francia e fuori, per il mondo intero, trascinando le anime sulla scia
confortatrice di un sorriso che incanta, di una magnifica Pioggia di Rose. A Lisieux
si scatenò subito una vera tempesta di richieste: si domandavano preghiere,
immagini, medaglie, reliquie… del Piccolo
Fiore, per accompagnare così i cari che partivano alla guerra, con un segno
di speranza, di protezione infallibile. E ben presto anche dal fronte vennero
numerose, infinite le richieste, formando in breve uno dei documenti più
commoventi degli Archivi del Monastero…”.
Petizione a Papa Benedetto XV
“I soldati di Francia e d’Europa
fecero assai più, per dimostrare alla loro Celeste Protettrice la pienezza
della riconoscenza: inviarono a Roma una petizione
a Papa Benedetto XV, in cui domandavano la beatificazione della “piccola sorella delle trincee”. Lettera
postulatoria di nuovissimo genere, che i secoli passati certo non conobbero
mai, e che gli Archivi del Vaticano non potranno mostrare fatta per nessun
altro dei pur gloriosi Santi della Chiesa. La petizione commosse, a Roma, tutta
la grande Casa del Padre; in
particolare il Pontefice che tanto sofferse per la guerra, Benedetto XV, che
già fin dal 1915, per aumentare la fiducia dei soldati in Teresa, aveva
concesso fosse coniata per essi una medaglia della allora soltanto Suor Teresa. Questo plebiscito militare,
sia la più bella speranza e il miglior conforto anche per voi madri, spose
d’Italia. Mettete anche voi i figli, gli sposi vostri sotto la protezione della
Piccola Santa. La vedrete ritornare
ancora, per i vostri cari, che combattono laggiù per la gloria d’Italia, la “Piccola sorella delle trincee”».
Maggio 1936
Dalla Somalia
“Veronesi del “Raggruppamento
Celere Zambon” Mitr. aut.
Rev. carissimo Superiore
Unito ai miei cari e buoni
veronesi (che non cessano neppure qui di essere chiassosi, anzi!) raccolto per
l’onomastico, invio il nostro ricordo, la nostra supplica alla Santa. Che la
nostra offerta simboleggi la nostra fede, nell’amore per le Missioni, in questa
terra che diverrà fecondo lavoro spirituale, alla Santa dagli ideali
missionari. Che vigili Essa sulle nostre anime, sui cuori: dia piena vittoria
alle nostre armi, benedica i passi nostri e getti le sue rose su queste terre
che noi calchiamo per primi, perché diventino focolai ardenti di itale
operosità….
Somalia, 19 Marzo 1936 XIV
Aff. D. Giuseppe Graziani,
Cappellano”.
(seguono le firme secondo il
grado: Sottufficiali, Caporali maggiori, Caporali, Soldati).
Agosto 1936
Una bella e grande immagine
di Santa Teresina in A.O.I.
“Compiute le sorti vittoriose
della spedizione in A. O. e finito l’esperimento poco esperto delle sanzioni,
mentre l’Italia nostra si prepara a svolgere l’opera di civiltà nell’Africa un
tempo schiavista, e i soldati attendono allo sviluppo pacifico della conquista,
è giusto e doveroso che questo nostro Santuario, il primo d’Italia in onore di
S. Teresa, invii laggiù la sua immagine.
Da queste pagine altre volte
abbiamo comunicato lo slancio di devozione dei nostri combattenti in A. O. che
invocavano la protezione di Santa Teresa; tutti sanno quanti – e sono a mille a
mille – soldati portavano al petto la medaglia protettrice della Santa, e si
rivolgevano a questo Santuario per chiedere preghiere e salvezza. E’ doveroso
dunque che la Santa entri nelle chiese e nella cappelle che la fede dei nuovi
conquistatori ha levato a Dio in Africa Orientale”.
Mercoledì 21 aprile 1937:
Festa Nazionale e giornata per la Famiglia e per la Patria
Benedizione e partenza del
quadro di S. Teresa per l’A.O.I.
“A festeggiare religiosamente,
come l’esigevano le caratteristiche speciali delle nostre feste, il Natale di
Roma, festa nazionale… un magnifico dipinto del prof. Umberto Colonna,
rappresentante la Santina nostra in atto di spargere le sue rose sugli indigeni
dell’Impero e sopra i suoi gloriosi conquistatori, paladini veri di vera
civiltà cristiana.
Mercoledì 21 Aprile, dunque, il
quadro, benedetto solennemente da S. Ecc. il Patriarca di Venezia, partiva dal
Santuario con grande solennità. La processione che l’accompagnò alla stazione
di Porta Nuova, era composta di tutti gli alunni delle scuole di Tombetta,
delle Associazioni Cattoliche e del Regime, di una larga rappresentazione dei
cavalleggeri, in ossequio al Patriarca, cappellano di Cavalleria durante la
guerra; di ex combattenti, e di gloriosi reduci d’Africa, che vollero per sé
l’ambito onore di portare il quadro stesso. Precedeva la Reliquia della Santa,
recata da S. Ecc. Mons. Zaccherini, un folto stuolo di Carmelitani, venuti in
pio pellegrinaggio al Santuario della loro sorella; un folto stuolo di Padri
Missionari Comboniani. La bianca schiera delle “Piccole Figlie di S. Teresa”
seguiva il clero; e dopo, la folla di devoti, che seguivano, accompagnavano,
affiancavano il grandioso corteo.
Sul piazzale della stazione, dopo
che S. Ecc. Mons. Zaccherini impartì, all’immensa folla, la benedizione con la
Reliquia della Santa, P. Marcello, Priore di Tombetta, improvvisò un caloroso
ringraziamento alle Autorità, al popolo che con tanto entusiasmo di generoso
affetto per la Santa e per la Patria, avevano preparato, accompagnato e seguito
quel trionfo di fede e d’amor patrio”.
Agosto 1937
Dall’Africa Orientale O. I.
«Decameré 10 Maggio 1937 - Ospedale da campo 178 (A. O. –
Eritrea)
Rev.mo Padre, Mi permetta di
rivolgere a Lei il nostro grazie pel generoso regalo che ha voluto inviare
nella bella immagine di Santa Teresina. Grazie proprio di cuore. Lei ha
soddisfatto il nostro stesso desiderio che si pensava d’avere un quadro di
Santa Teresina. Lavorando noi in un Ospedale Militare avremo mezzo di far
conoscere a tanti la divozione alla cara Santina e far discendere per sua
intercessione grazie abbondanti di conversione e salute….
Il Vice Re d’Etiopia al Santuario
Abbiamo inviato al S. Ecc. il Maresciallo
Graziani il quadro di S. Teresa, che Egli avrebbe collocato per suo personale
interessamento in una chiesa di Addis Abeba.
Ci è di sommo conforto e onore riprodurre
qui il telegramma del Maresciallo con il quale annuncia l’arrivo del quadro:
“Quadro Santa Teresa è qui giunto
ottime condizioni alt Rinnovo mio particolare vivissimo ringraziamento
per omaggio che ho assai gradito e prego esprimere mio compiacimento al pittore
Colonna per opera veramente ammirevole alt Sono grato altresì per
espressioni gentili che ricambio con i migliori auguri di bene alt Cordialità alt
– Graziani”».
Luglio 1941
Ed in quest’altra preghiera d’un fante: “O Tu, che dal Regno dei
giusti e dei santi, vedi noi peccatori, o S. Teresa del B. Gesù, degnati di
rivolgere verso di noi soldati combattenti in terra d’Africa, il tuo sguardo
benevolo, affinché tutti possiamo ritornare vittoriosi in seno ai nostri cari”.
Novembre 1941
Il sig. Tenente Tito Cottini
scrive: “E’ mio desiderio che il mio plotone abbia una Imagine benedetta di S.
Teresa. Perciò vi prego inviarmene cinque, formato targhetta, da applicare
dentro il carro armato”.
Il vice caposquadra di CC. NN.
scrive: “Con alcuni compagni, uniti nella fede e da particolare affetto a fanti
di un reggimento di fanteria, sono lieto di potervi inviare una piccola somma
perché siano celebrate delle SS. Messe in ringraziamento a S. Teresa per la
grazia ottenuta di essere stati finora immuni da ogni disgrazia e da ogni
malattia, nonostante i pericoli del fronte e i rigori di questo inverno che
sono stati particolarmente eccezionali. Ringraziamo Dio e la nostra Santa
protettrice che siamo tuttora sani e incolumi!…
Vice caposquadra Mario Sacartelli
– C.N. Grigolato Giovanni – C.N. Dalla Via Carlo – Fante Zenaro Remigio – Fante
Piccoli Ferruccio – Fante Mosolin Antonio – Fante Sampanini Pietro – Autiere
Pelosato Carino”.
Febbraio 1942
Lampade votive
“Nella “Cappella delle Reliquie”
saranno collocate sei lampade votive perpetue, sostenute da Angeli, in marmo di
Carrara: Pro soldati – pro bambini
– pro ammalati
pro famiglie – pro grazie da
ricevere e ricevute – pro missioni”.